Punti Chiave

  • Decreto attuativo: Il governo francese pubblicherà entro fine 2026 il testo che rende operativo il divieto pubblicitario sui combustibili fossili, previsto dalla legge del 2021 ma bloccato da cinque anni.
  • Perimetro normativo: Vietata la promozione di prodotti petroliferi e gas naturale importato; esclusi i carburanti con almeno il 50% di componente rinnovabile e il biometano.
  • Sanzioni previste: Ammende fino a 20.000 euro per le persone fisiche e 100.000 euro per le aziende, raddoppiabili in caso di recidiva.

Il governo francese ha confermato il 7 luglio 2026 la pubblicazione, entro fine anno, del decreto attuativo che vieta la pubblicità delle energie fossili sul territorio nazionale. La misura era prevista dalla legge Climat et Résilience approvata nell'estate del 2021, ma è rimasta inapplicata per cinque anni in assenza del testo regolamentare necessario a definirne i contorni operativi.



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Una norma bloccata dal 2021

L'articolo L229-61 del Codice dell'Ambiente vieta "la pubblicità relativa alla commercializzazione o che promuove le energie fossili". La disposizione richiedeva un decreto attuativo per stabilire l'elenco delle energie coinvolte e le modalità applicative. Il vuoto normativo ha permesso alle campagne pubblicitarie di petrolio e gas di proseguire senza interruzioni fino a oggi.



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Contenuti e deroghe del decreto

La bozza in consultazione pubblica applica il divieto ai "prodotti energetici petroliferi" e al gas naturale importato. Sono esclusi i carburanti con un contenuto di energia rinnovabile pari o superiore al 50%. Il testo tiene conto anche delle raccomandazioni della Commissione di Regolazione dell'Energia, che nel giugno 2026 ha chiesto di interrompere le campagne che accostano gas fossile e biometano, quest'ultimo pari solo al 3,2% del consumo di gas francese nel 2024.



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Il regime sanzionatorio

L'articolo L229-63 del Codice dell'Ambiente fissa le ammende a 20.000 euro per le persone fisiche e 100.000 euro per le persone morali. In caso di recidiva le sanzioni possono raddoppiare, fino a coprire l'intero importo delle spese sostenute per la campagna pubblicitaria vietata.



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Le critiche delle associazioni ambientaliste

Greenpeace Francia, tramite l'attivista Edina Ifticene, ha definito il decreto un riconoscimento implicito che i combustibili fossili "sono un problema". L'organizzazione, che ha raccolto oltre 353.000 firme per una petizione sul tema, chiede un'estensione del divieto a tutte le comunicazioni pubblicitarie delle aziende del settore, incluse quelle relative a prodotti che funzionano con energie fossili, come gli aerei.



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Contesto europeo e precedenti giudiziari

Amsterdam ha introdotto un divieto analogo il 1° maggio 2026, diventando la prima capitale al mondo ad adottare la misura. In Francia, nel 2025, un tribunale ha condannato TotalEnergies per pubblicità ingannevole, imponendo la rimozione di affermazioni relative agli impegni net zero dell'azienda. Il decreto atteso entro fine 2026 si inserisce in questo quadro di crescente attenzione giudiziaria e regolatoria alle comunicazioni delle compagnie energetiche.