Punti Chiave
- 280 cavalli su due ruote: La Veloce Aperion monta un motore a due tempi da 8 cilindri e 1.000 cc, con un prezzo stimato di 90.000 euro e disponibilità dal 2027.
- Ribellione tecnica a tutto campo: Sanrivatti "Apex Position", Yamaha MOTOROiD Lambda con reinforcement learning e il prototipo Moto3 CP2 689cc sono le tecnologie protagoniste della settimana.
- Rivoluzione nel Motomondiale: Dal 2028 Yamaha sarà fornitore unico in Moto3, seppellendo definitivamente il formato 250cc a favore di moto più grandi e potenti.
La Settimana in cui l'Industria dei Motori ha Perso la Testa (e Fatto Benissimo)
Fine giugno 2026. Mentre metà del settore continua a inseguire il kilowattora perfetto con la stessa creatività di un modulo fiscale, l'altra metà ha deciso di fare qualcosa di radicalmente diverso: essere interessante. Questa settimana, tra hypercar che si guidano sdraiati, muscle car camuffate da vetture da corsa, moto a otto cilindri a due tempi e intelligenze artificiali che imparano a stare in piedi da sole, l'industria dei motori ha dimostrato che la ribellione ingegneristica non è morta. È solo andata a nascondersi nei laboratori giusti, aspettando il momento di colpire.
Guidi Sdraiato o Non Guidi

Partiamo dalle quattro ruote, e partiamo forte. Il 24 giugno 2026, la startup olandese Sanrivatti ha presentato al mondo la sua prima hypercar, e lo ha fatto con una scelta ergonomica che ha già spaccato il settore in due tronconi netti: geni da una parte, incoscienti dall'altra. Il concetto si chiama "Apex Position" e funziona così: dimenticate il sedile. Dimenticate il guscio anatomico, la posizione verticale, tutto ciò che avete associato all'abitacolo di una supercar. Il pilota della Sanrivatti non si siede, si sdraia in avanti, appoggiando il petto su una colonna centrale, assumendo una postura praticamente identica a quella di un pilota di Superbike in piena percorrenza di curva. Sempre. Anche in rettilineo. Anche al semaforo, ammesso che questa cosa si avvicini mai a un semaforo.
La cosa affascinante è che non si tratta di una trovata estetica da concept show. C'è una logica fisica concreta e brutalmente efficace dietro questa follia: abbassare la massa del pilota abbassa il baricentro dell'intera vettura, e ridurre la sezione frontale apre le porte a un'aerodinamica da prototipo Le Mans, con un tetto così basso da sembrare quasi un errore di progettazione. Il risultato visivo ricorda qualcosa a metà strada tra un jet da combattimento e un siluro su ruote. L'opinione pubblica, come anticipato, è letteralmente divisa a metà. Il che, per una startup al suo debutto mondiale, è probabilmente il miglior risultato possibile.

Chevrolet e il Trucco Più Vecchio di Detroit
Cambiamo continente, ma restiamo nell'orbita dell'automobile che vuole dirti qualcosa senza dirtelo esplicitamente. Chevrolet ha presentato questa settimana quella che ufficialmente è una nuova NASCAR Show Car. Peccato che i giornalisti con gli occhi aperti abbiano notato immediatamente l'anomalia: la carrozzeria non corrisponde a nessuna vettura da gara esistente. Il cofano è lunghissimo e basso, le linee sono affilate come lame, il tetto segue un profilo fastback inconfondibile. Non è la sagoma di una macchina da corsa. È la sagoma della prossima Camaro.
Chevy ha tirato fuori uno dei trucchi più vecchi e più eleganti di Detroit: nascondere il futuro in piena vista, avvolto nella scusa sportiva di una show car. La Camaro era stata ritirata dal mercato nel 2024, lasciando un vuoto sentimentale che una buona fetta di appassionati americani non ha ancora digerito. Ora quella silhouette riappare, travestita da vettura da circuito, con tutte le sue proporzioni classiche reinterpretate in chiave moderna. La rinascita della muscle car americana per eccellenza non sembra più un'ipotesi romantica: sembra un piano industriale già avviato.

Ottocilindri a Due Tempi: Bentornato nell'Inferno
Passiamo alle due ruote, e alziamo ulteriormente il volume. Il 25 giugno 2026, al Bike Shed Moto Show di Londra, la startup britannica Veloce Motorcycles ha tolto il velo dalla Aperion: una naked che sembra uscita da un universo parallelo in cui il movimento ambientalista non ha mai convinto nessuno. Mentre il mercato guarda all'elettrico con devozione quasi religiosa, Veloce ha fatto la cosa più sovversiva immaginabile: ha riportato in vita il motore a due tempi. Non uno qualsiasi. Un blocco da 8 cilindri e 1.000 cc, capace di erogare 280 cavalli con un sound che, stando alle prime descrizioni, non assomiglia a nulla di esistente su strada.
Il prezzo stimato si aggira intorno ai 90.000 euro, con disponibilità prevista a partire dal 2027. Una nicchia iper-elitaria, certo, ma anche una dichiarazione di principio: esistono acquirenti disposti a pagare una cifra da berlina di lusso per qualcosa che non ha nulla a che fare con il comfort, la connettività o le emissioni contenute. Ha a che fare con la brutalità pura dell'erogazione a due tempi, moltiplicata per otto cilindri. È una provocazione su ruote, e funziona esattamente per questo.

La Moto che Ti Conosce Meglio di Tua Moglie
Sul fronte opposto dello spettro tecnologico, Yamaha ha incassato il Red Dot Design Award per la nuova incarnazione del MOTOROiD Lambda, e la notizia ha rimbalzato ovunque in questi giorni con ragione. Perché questa non è una concept bike nel senso tradizionale del termine. È un esperimento di intelligenza artificiale applicata alla motocicletta, e i risultati fanno riflettere. Grazie al reinforcement learning, la Lambda impara autonomamente a guidare e a mantenere l'equilibrio, riconosce il pilota, interagisce con lui e si bilancia reagendo agli input dell'ambiente circostante senza intervento umano. L'obiettivo dichiarato di Yamaha è costruire un futuro in cui uomo e macchina sviluppano una relazione quasi empatica, annullando di fatto il rischio di caduta da fermi o a bassa velocità. Un veicolo che cresce con te. Strano, perturbante e probabilmente inevitabile.
Il Motomondiale Cambia Pelle ad Assen
La notizia più pesante sul piano sportivo arriva dal circuito di Assen, dove Yamaha e Dorna hanno tenuto una conferenza che riscrive le regole d'ingresso al Motomondiale. A partire dal 2028, Yamaha diventerà il fornitore unico dell'intero campionato Moto3, e le iconiche 250cc usciranno definitivamente di scena. Il nuovo prototipo, già in sviluppo intensivo e presentato concettualmente questa settimana, monterà una versione corsaiola del motore bicilindrico CP2 da 689 cc, lo stesso blocco collaudato sulla MT-07. Una moto più grande, più potente, con un rapporto peso-potenza superiore, progettata per preparare i giovani piloti allo shock fisico e tecnico del salto in Moto2 e poi in MotoGP. Secondo le proiezioni di Dorna, il nuovo formato dovrebbe ridurre il tempo medio di adattamento dei rookies nelle classi superiori di almeno una stagione intera.
