Punti Chiave

  • Legge in vigore: Dal 31 marzo 2026 la Danimarca riconosce volto, voce e corpo come proprietà intellettuale tramite modifica al Copyright Act.
  • Meccanismo giuridico: Protezione a vita più 50 anni post mortem, con applicazione extraterritoriale per contenuti diffusi da server danesi.
  • Nodo aperto: Restano da chiarire i rapporti con GDPR e Digital Services Act dell'UE, mentre Copenaghen detiene la presidenza di turno del Consiglio europeo.

La norma e il suo perimetro

La Danimarca ha modificato il proprio Copyright Act introducendo due nuove tutele: una protezione generale, che vieta la diffusione pubblica di repliche digitali realistiche di aspetto, voce e movimenti di una persona senza consenso, e una protezione speciale riservata agli artisti performanti, estesa alle loro esecuzioni. L'accordo politico che ha prodotto il testo risale al 26 giugno 2025 ed è passato con sostegno trasversale in Parlamento.



Danimarca: legge copyright su volto e voce contro i deepfake - Foto 1

La tutela copre chiunque veda la propria immagine riprodotta o diffusa sul territorio danese, indipendentemente dalla nazionalità. Un deepfake caricato da un server situato in Danimarca rientra nel campo di applicazione della legge anche se la persona ritratta non è cittadina danese.

Le eccezioni e i confini applicativi

Satira, parodia, caricatura e critica sociale restano esenti dal divieto. Il criterio distintivo indicato dal legislatore riguarda la marcatura del contenuto: se una replica generata artificialmente è chiaramente etichettata come tale, il rischio di confusione con la realtà si considera limitato. Quando invece il contenuto configura disinformazione capace di arrecare danno a diritti o interessi altrui, la protezione prevale sull'eccezione.

Il ministro della Cultura Jakob Engel-Schmidt, promotore della proposta, ha dichiarato che la legge intende affermare il diritto di ogni persona al proprio corpo, alla propria voce e ai propri lineamenti.



Danimarca: legge copyright su volto e voce contro i deepfake - Foto 2

Strumenti per cittadini e piattaforme

Ancorare la tutela al diritto d'autore permette alla Danimarca di riutilizzare un'infrastruttura legale già collaudata: standard di violazione, procedure di notice-and-takedown e sanzioni già applicate in altri ambiti del copyright europeo. Un cittadino può ora richiedere la rimozione di un contenuto, ottenere un risarcimento senza dover dimostrare un danno reputazionale, e chiamare in causa la responsabilità della piattaforma che non interviene.

La configurazione scelta trasforma voce e immagine in diritti potenzialmente trasferibili e sfruttabili commercialmente, spostando la questione dal terreno della privacy a quello della proprietà.

Reazioni e questioni irrisolte

Nella comunità legale europea la scelta danese ha raccolto sia consensi sia riserve. Il ricorso al copyright viene considerato da alcuni osservatori uno strumento di enforcement più solido rispetto alle norme sulla diffamazione o sulla personalità, storicamente più ambigue negli ordini di rimozione. Restano aperti gli interrogativi sul coordinamento con il GDPR e con gli obblighi previsti dal Digital Services Act dell'UE, oltre alla questione pratica dell'applicazione a violazioni originate fuori dai confini danesi.



Danimarca: legge copyright su volto e voce contro i deepfake - Foto 3

Con la presidenza di turno del Consiglio dell'UE nelle mani di Copenaghen, la legge danese potrebbe diventare il modello di riferimento per una proposta comunitaria sui diritti dell'identità digitale.