Punti Chiave
- Rialzo storico: La Banca del Giappone porta i tassi all'1%, massimo da tre decenni, mentre la Fed frena con soli 57.000 nuovi posti di lavoro a giugno.
- Samsung Electronics: utile operativo record di 58,4 miliardi di dollari nel secondo trimestre, ma il titolo crolla trascinando giù il comparto tech.
- Hong Kong offshore yuan: Bond Connect Sud ampliato a 800 miliardi di yuan, nuovo hub per l'oro e liquidità renminbi raddoppiata a 500 miliardi.
Il risiko dei tassi: Tokyo alza, Washington si blocca
La prima settimana di luglio 2026 ha aperto le danze con la stessa grazia di un elefante in una cristalleria. I mercati globali si trovano a masticare un mix indigesto fatto di banche centrali in rotta di collisione, tensioni geopolitiche mai sopite e un rally dell'intelligenza artificiale che comincia a puzzare di bolla. La Banca del Giappone non ha usato mezze misure: tasso di riferimento all'1%, massimo da trent'anni a questa parte, giustificato dalle pressioni inflazionistiche di uno yen debole e dal costo delle materie prime in fiamme. Il governatore Kazuo Ueda, fermo per motivi di salute, ha passato il microfono al vice Shinichi Uchida, che non si è nascosto: altri rialzi in arrivo, punto e basta.

Dall'altra parte del Pacifico la scena è opposta e altrettanto instabile. I dati sull'occupazione USA di giugno hanno deluso brutalmente: appena 57.000 posti creati, ben sotto le attese. Risultato: la probabilità di un rialzo dei tassi a luglio è scesa al 25,7%. Il neo presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, ha scelto la via del silenzio strategico, rifiutando qualsiasi indicazione prospettica e lasciando il board a litigare in pubblico. Il governatore Christopher Waller ha cambiato completamente rotta: ora il nemico numero uno non è più un mercato del lavoro fiacco, ma un'inflazione pronta a ripartire. Nel frattempo la Banca Centrale Europea non se la passa meglio: Isabel Schnabel ha avvertito che lo shock iraniano sul petrolio non ha ancora esaurito i suoi effetti, nonostante il calo dei prezzi del greggio. E come se non bastasse, la BCE ha spedito lettere a 110 banche pretendendo piani d'azione immediati contro i rischi informatici legati all'intelligenza artificiale: un campanello d'allarme che dice più di mille comunicati stampa.

Samsung da record, ma il mercato non ci crede
Ieri è andato in scena un paradosso da manuale. Samsung Electronics ha sfornato un utile operativo record di 89.400 miliardi di won, circa 58,4 miliardi di dollari, per il secondo trimestre. Numeri da capogiro. Eppure il titolo è crollato in borsa, trascinando con sé l'intero comparto tecnologico asiatico. Il motivo è semplice e brutale: il mercato non si fida più del boom dei chip AI. Il timore diffuso è che le strozzature nell'offerta si stiano allentando e che l'euforia sull'intelligenza artificiale abbia le gambe corte.
La correzione non si è fermata lì: si è propagata come un contagio ai mercati emergenti. Gli investitori esteri hanno tirato fuori 580 milioni di dollari dall'India nell'ultima settimana. Taiwan ha incassato il colpo peggiore degli ultimi 11 anni, con un deflusso di 766 milioni di dollari. Il Brasile chiude la classifica del disastro con quasi 2 miliardi di dollari in fuga nelle ultime sette settimane. Il messaggio è chiaro: l'appetito per il rischio si sta congelando, e nessuno vuole essere l'ultimo a lasciare la stanza quando la musica si ferma.


Pechino gioca la carta Hong Kong
Mentre gli altri annaspano, la Cina ha deciso di rilanciare. Il governatore della Banca Popolare Cinese, Pan Gongsheng, ha svelato un pacchetto di misure pensato per trasformare Hong Kong nel centro offshore di riferimento per lo yuan. Sul tavolo: futures sui titoli di Stato in yuan in arrivo a breve, un Bond Connect Sud che passa da 500 a 800 miliardi di yuan, e liquidità renminbi a disposizione dell'Autorità Monetaria di Hong Kong che sale a 500 miliardi. Non solo valuta: la città ha lanciato anche un sistema di compensazione centrale per l'oro e riaperto i futures sull'oro in dollari USA, con l'ambizione dichiarata di diventare l'hub regionale di riferimento per il metallo giallo. Il CEO John Lee ha sintetizzato la strategia senza troppi fronzoli: se l'oro resta il rifugio sicuro del mondo, Hong Kong vuole esserne il porto.

Crypto: il rimbalzo che non convince nessuno
Sul fronte delle criptovalute, un po' di ossigeno dopo giorni di apnea. Bitcoin ha riconquistato quota 63.000 dollari, spinto da afflussi netti di 224 milioni di dollari negli ETF, interrompendo una striscia negativa lunga sei giorni. Ma la festa dura poco: Citigroup ha tagliato senza pietà le stime a 12 mesi, portando il target di Bitcoin da 112.000 a 82.000 dollari e quello di Ethereum da 3.175 a 2.240 dollari. Motivazione ufficiale: calo dell'appetito degli investitori e flussi ETF ancora in territorio negativo. Un rimbalzo tecnico, non una svolta.
Prossimi round
La settimana che si apre non promette tregua. Mercoledì i verbali del FOMC daranno il primo vero spaccato sul pensiero della nuova Fed targata Warsh. Il 22 e 23 luglio toccherà alla BCE mettere sul tavolo le proprie carte. Nel mezzo, un sistema finanziario globale sempre più frammentato, sospeso tra la paura di un atterraggio brusco e la speranza, forse ingenua, di una crescita che regga senza scossoni.
