Punti Chiave
- Location e concept: Ufficio a Bangkok progettato da uno studio di architettura tailandese, documentato dalla rivista art4d.
- Elemento distintivo: Scivolo interno che collega due piani, rompendo la rigidità tipica degli ambienti corporate.
- Materiali chiave: Blocchi di vetro colorato, acciaio inossidabile e dettagli in legno artigianale definiscono zone con identità cromatica propria.
Khotkool Office: quando l'ufficio diventa terreno di gioco
A Bangkok un progetto firmato da uno studio di architettura tailandese ribalta le regole non scritte dello spazio lavorativo. Khotkool Office, documentato dalla rivista art4d, taglia netto con la sterilità degli openspace anonimi e mette sul tavolo colore, artigianalità e una componente ludica che normalmente non trova posto in un ambiente di lavoro. Il risultato è un interno che respira identità locale in ogni angolo, senza compromessi verso l'omologazione estetica.


Materiali grezzi, gesti audaci
Il cuore del progetto sta nella combinazione di materiali che raramente convivono nello stesso spazio: pareti in blocchi di vetro colorato dialogano con superfici in acciaio inossidabile, mentre dettagli in legno lavorato a mano aggiungono calore artigianale. Ogni zona dell'ufficio possiede una propria identità cromatica, trasformando gli ambienti in un percorso visivo continuo. La mossa più radicale resta però lo scivolo interno che collega fisicamente due piani: un gesto che spezza la formalità dello spazio e spinge dipendenti di reparti diversi a incrociarsi senza dover passare da scale o ascensori.
Postazioni libere, produttività ripensata
Le scrivanie non sono assegnate, seguono una logica flessibile che si alterna a zone relax con arredi morbidi e inserti verdi distribuiti tra i piani. Khotkool Office dimostra come materiali semplici e riferimenti culturali diretti possano tradursi in strumenti concreti di benessere organizzativo, distanziandosi in modo netto dall'austerità minimalista che spesso domina il design corporate su scala globale.
