Punti Chiave
- Pilota anticipato: Ho Chi Minh testerà il 6G già nel 2026, prima che ITU e 3GPP completino la definizione degli standard radio.
- Viettel capofila: l'operatore controllato dall'esercito vietnamita punta a test pre-commerciali nel 2028 e lancio commerciale nel 2029, con un sistema nativo-AI e alleanza globale con Qualcomm, Google, Meta, Microsoft, Samsung, Nokia, LG e SK Telecom.
- Base 5G solida: a dicembre 2025 la copertura 5G aveva raggiunto il 91,2% della popolazione, con quasi 40.000 stazioni base e 23 milioni di abbonati.
Un piano politico prima che tecnologico
Il Vietnam ha annunciato il pilotaggio del 6G a Ho Chi Minh già nel 2026, mentre l'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni e il 3GPP non hanno ancora chiuso la definizione degli standard radio per questa tecnologia. La mossa nasce dalla Risoluzione n. 57-NQ/TW del Politburo, approvata nel 2025, che impone al paese di padroneggiare intelligenza artificiale, 5G, 6G e comunicazioni satellitari entro il 2030. Il testo qualifica la strategia come atto di sovranità digitale: il Vietnam non intende più importare reti pronte, ma progettarle e brevettarle internamente.

Viettel e la roadmap verso il 2029
Viettel, il gruppo di telecomunicazioni controllato dall'esercito vietnamita, ha presentato al Mobile World Congress di Barcellona a marzo 2026 una roadmap che prevede il passaggio al 5G-Advanced dal 2027, test pre-commerciali 6G nel 2028 e lancio commerciale nel 2029. Il presidente e CEO Tao Duc Thang ha definito l'obiettivo come padronanza delle tecnologie core "fin dalle fondamenta", con integrazione dell'intelligenza artificiale in ogni strato della rete, dai dispositivi al cloud computing.
Viettel ha firmato un memorandum d'intesa con Qualcomm per co-sviluppare smartphone flagship con AI integrata, basati sui reference design di Qualcomm e sull'ecosistema software Agentic AI sviluppato internamente. L'azienda partecipa inoltre, insieme a FPT e VNG, all'alleanza globale lanciata da Qualcomm al MWC 2026, che include Google, Meta, Microsoft, Samsung, Nokia, LG e SK Telecom.
Altri attori nazionali in campo
VNPT, secondo operatore del paese, concentra la propria ricerca 6G su intelligenza artificiale, big data e cloud computing. FPT descrive il 6G come strato centrale di intelligenza destinato a integrare connettività, sensing e computing ad alte prestazioni in un'unica piattaforma nativa AI, secondo il presidente Truong Gia Binh.

Il precedente 5G come base infrastrutturale
Il rollout 5G vietnamita ha raggiunto entro dicembre 2025 il 91,2% di copertura della popolazione, con quasi 40.000 stazioni base e 23 milioni di abbonati. Viettel da sola ha installato 23.500 stazioni 5G nel solo 2025, portando il totale oltre le 30.000 unità e collocandosi tra i primi 15 operatori al mondo per scala infrastrutturale.
Gli ostacoli tecnici del 6G
Gli stessi esperti vietnamiti ammettono che pilotare il 6G nel 2026, prima della definizione degli standard radio da parte di ITU e 3GPP, risulta tecnicamente molto difficile. La tecnologia richiede bande di frequenza nel range dei terahertz, semiconduttori differenti dagli attuali, antenne intelligenti e una fusione tra comunicazione e sensing oggi confinata ai laboratori. La strategia vietnamita punta a partecipare fin da subito ai gruppi di studio ITU sull'allocazione dello spettro e a costruire competenze interne sui semiconduttori.
Struttura istituzionale precoce
Il Ministero dell'Informazione e delle Comunicazioni ha istituito nel 2022 un Comitato Direttivo per la Ricerca e Sviluppo del 6G, seguito nel 2023 dalla creazione di un team specifico per lo sviluppo di equipaggiamenti 6G con la partecipazione di Viettel, VNPT e MobiFone. Il Vietnam risulta tra i pochi paesi ad aver istituito un organo dedicato al 6G prima ancora della definizione degli standard internazionali.

La dimensione geopolitica
La strategia vietnamita punta a ridurre la dipendenza da fornitori esteri di infrastrutture di rete, posizionando il paese come produttore di tecnologia anziché semplice acquirente. Il progetto guarda a un 6G capace di alimentare città intelligenti, veicoli autonomi e servizi sanitari a distanza, con l'obiettivo dichiarato di partecipare alla definizione degli standard globali fin dalle fasi iniziali.
