Punti Chiave

  • Potenziale eolico offshore: circa 600 GW di capacità tecnica stimata, considerata strategia di sviluppo industriale oltre che energetico.
  • Porti verdi obbligatori dal 2030: il sistema portuale vietnamita gestisce oltre 100.000 scali internazionali e circa 800 milioni di tonnellate di merci l'anno.
  • Quadro normativo: Risoluzione 36-NQ/TW del 2018 e "Quartetto Istituzionale" del 2025 delineano la strategia fino al 2030, con visione al 2045.

Il Vietnam avvia la transizione da un modello di sfruttamento marittimo estrattivo, basato su pesca intensiva e prelievo diretto di risorse, verso un'economia blu circolare fondata su tecnologia e valore aggiunto. Il Paese conta oltre 3.260 chilometri di costa e più di un milione di chilometri quadrati di area marina.

Il quadro normativo: Risoluzione 36 e Quartetto Istituzionale

La Risoluzione n. 36-NQ/TW, adottata dal Comitato Centrale del Partito nell'ottobre 2018, fissa la strategia per lo sviluppo sostenibile dell'economia marittima fino al 2030, con visione al 2045. Nel 2025 il governo ha aggiunto il cosiddetto "Quartetto Istituzionale": quattro risoluzioni su scienza e innovazione, integrazione internazionale, riforma legislativa e sviluppo del settore privato.



Vietnam punta sull'economia marittima verde entro il 2030 - Foto 1

Nel febbraio 2025 il governo ha approvato il Piano di Attuazione per la Pianificazione dello Spazio Marittimo Nazionale 2021-2030, con visione al 2050, tramite la Risoluzione 37/NQ-CP. Il documento introduce per la prima volta una pianificazione spaziale marina integrata, che coordina pesca, energia, turismo e trasporti con la protezione degli ecosistemi.

Porti verdi e trasporto marittimo

Il governo ha lanciato un'iniziativa nazionale per i "porti verdi", che diventeranno obbligatori dal 2030. I porti di Quy Nhon e Hai Phong installano già sistemi di alimentazione elettrica da terra per le navi, sostituiscono gru diesel con gru elettriche e utilizzano intelligenza artificiale e IoT per ottimizzare le operazioni.

La Vietnam Maritime Corporation (VIMC) ha siglato accordi per progetti pilota sull'idrogeno, con l'obiettivo di allineare i propri porti agli standard nazionali di sostenibilità entro il 2045.

Eolico offshore come motore industriale

Con un potenziale tecnico stimato in circa 600 GW, l'eolico offshore viene considerato dal governo una leva di sviluppo industriale capace di generare un ecosistema produttivo che comprende ingegneria navale, cantieristica, costruzioni offshore, logistica e manutenzione. Il Paese può contare su competenze già consolidate nella cantieristica navale e nei servizi per il settore oil & gas.



Vietnam punta sull'economia marittima verde entro il 2030 - Foto 2

Il governo lavora alla stabilizzazione del quadro normativo su assegnazione delle aree marine e meccanismi di acquisto dell'energia, considerati i principali ostacoli allo sblocco degli investimenti nel settore.

Acquacoltura e turismo

Il settore ittico si sposta dalla pesca costiera intensiva verso un'acquacoltura industriale ad alta tecnologia, che il governo descrive come modello di "parchi industriali del mare" con partecipazione delle comunità locali. Il turismo marittimo si riorienta su un'offerta legata alla conservazione degli ecosistemi e delle comunità di pescatori tradizionali.

Cooperazione scientifica e internazionale

Il vice primo ministro Trần Hồng Hà ha indicato la necessità di un cambiamento del modello di crescita basato su innovazione e integrazione con le transizioni digitale e verde. Il Ministero della Scienza e della Tecnologia ha emanato un piano di ricerca per la protezione ambientale e lo sviluppo dell'economia marina per il periodo 2025-2030.



Vietnam punta sull'economia marittima verde entro il 2030 - Foto 3

Il Vietnam collabora con il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) e con la Norvegia sulla governance oceanica. Alla Conferenza delle Nazioni Unite sull'Oceano del 2025, il primo ministro Phạm Minh Chính ha confermato l'impegno del Paese a partecipare a meccanismi di cooperazione per la finanza blu.

Ostacoli residui

Il contributo del settore marittimo al prodotto interno lordo resta inferiore al potenziale stimato. La normativa rimane frammentata e gli investimenti richiedono capitali ingenti. La revisione della Legge sulle Risorse e l'Ambiente Marino e Insulare è considerata un passaggio necessario per attrarre investimenti privati, mentre la riorganizzazione amministrativa in corso comporta il rischio di una gestione frammentata del mare a livello locale.